Non so perchè, ma ogni volta che ritorno dietro al banco dopo tanto, ho come un blocco!
Mi sento un diesel, o una macchina con poca ripresa, ho bisogno di sciogliermi, di scaldarmi piano piano.
L'impatto con il primo cliente dopo queste lunghe vacanze mi disorienta per i primi 30 secondi ed appena se ne va è come se riemergessi da una lunga apnea.
Una volta ripreso il via però, tutto si riassesta e cominci a riconoscere i volti, a controllare se è tutto come hai lasciato o qualche bestia è cresciuta.
Noti con piacere che Franco, il signore anziano che ormai è diventato la "mascotte" della zona, non è cambiato affatto e ti risolleva la giornata quel suo modo buffo di salutarti.
Gli intrighi amorosi delle bestie si sono un attimo assestati e già ricomincio a capire il gioco.
Coppiette che si giuravano amore eterno da bravi adolescenti in preda a scompensi ormonali, scoppiate e riamalgamate al gruppo per poi stringersi in nuovi idilli con l'amico dell'amico.
Insomma, a parte qualche piccola sfumatura qua e là, il quadro sembra sempre lo stesso: un enorme esplosione di colori stesi con grandi e spesse pennellate; e tutto questo, in fondo, ti fa sorridere.


4 commenti:
Io ho sempre pensato che le gelaterie siano dei posti a dir poco magici.
Il gelato fa felice chiunque!
Io non avrei mai creduto di poterlo dire,ma la penso come te!!:)
ragazza fai del bene al mondo!
per me non c'è stagione che tenga.
il gelato è per sempre!
Mmmh, "il gelato è per sempre"... Potrei convincere il boss ad usarlo come slogan!!:)
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