giovedì 31 ottobre 2013

I Ninja



Il buio arriva presto in queste giornate d'Ottobre e nell'ombra si aggirano anche
loro; i ninja!
Non sono i classici ninja che vediamo spesso nei film, preferiscono fare a meno della classica divisa per mescolarsi meglio tra la folla e incutere terrore.
Si materializzano zitti zitti davanti alla vetrina, nessun rumore di passi, nessun respiro e tanto meno "buonasera".
La loro presenza si può avvertire solo se non si è assorti nei propri pensieri, se si ha un naso sopraffino e soprattutto se la sensazione che qualcuno ti stia osservando si fa palpabile.
E' ormai un paio di giorni che m'imbatto in questi personaggi e ogni volta mi spavento sempre di più; oggi pero', è stato l'apice.
Ormai erano già le cinque passate e la sera stava iniziando a farsi largo; stavo tranquillamente risistemando le mensole dietro al bancone; ormai le giornate sono accorciate,le merende finiscono presto ed è cosi' che mi tengo occupata per il resto della serata.
La parete dietro al bancone è tutta specchi e quindi con molta calma svuoto le mensole e con l'aiuto del mio fedele amico vetril, pulisco tutto alla perfezione.
Non si sentiva nessun tipo di rumore, solo qualche schiamazzo e risata delle bestie al bar accanto, quindi, ero proprio proprio rilassata .
Arrivata all'ultima mensola e tolto l'ultima vaschetta vedo una figura alle mie spalle, una donna sulla cinquantina tutta vestita di nero che mi fissa.
Sono rimasta di ghiaccio, non me l'aspettavo proprio e dopo un sussulto mi volto e timidamente do' la buonasera alla signora.
Da buon ninja di zona ovviamente non risponde al mio saluto e si limita solo ad indicarmi i gusti.
Una volta pronta la sua vaschetta e ricevuto il suo resto la signora ninja si dilegua nel buio della sera lasciando dietro di se' solo la scia del suo forte profumo che ancora ho nel naso.
Penso proprio che da oggi in poi, ogni volta che deciderò di pulire le mensole, presterò molta più attenzione agli specchi e ad ogni minimo rumore.
venerdì 18 ottobre 2013

Giornata corta








Eccoci qua, in una  piccola mansarda io e le mie amiche che decidiamo che questo sarà il nostro nuovo inizio anno.
Oggi sono uscita prima da lavoro, "giornata corta" per Manz, e ho deciso di preparare una bella cenetta.
Un risottino, un secondo non troppo pesante ma bello saporito e un buon aperitivo che ancora si protrae e ci mantiene belle allegre.
Mi piace Ottobre, e mi piace tanto anche l'autunno. Le giornate si accorciano, il ventolino freddo si insidia tra gli spifferi della porta del negozio e io posso finalmente allentare la presa dall'effetto scolapasta.
Ormai i pezzi forti  sono  rintanati nelle loro case, al calduccio e ogni giorno devo fare i conti solo con le tante mamme che fanno a gara per essere le più belle nell'ora delle merende.
Anche oggi è stato un delirio, mamme che sembravano uscite dalla settimana della moda, nessuna che si preoccupava dei propri figli, che intanto spostavano le sedie e i tavolini  e ostruivano l'entrata del negozio.
Per far togliere le sedie davanti all'ingresso sono dovuta uscire  io e tentare di scherzare sull'accaduto senza avere reazioni troppo esagerate con le mamme che, intanto, fumavano tranquillamente la loro sigaretta spettegolando allegramente.
Ho passato il restante pomeriggio pensando che oggi sarebbe finito tutto presto e concentrandomi sul menu' della serata che sembra proprio essere riuscita.
Abbiamo appena deciso di "occupare" la mansarda  per la notte, domani, anche se sarà una giornata un pò più lunga, sarà sicuramente una bella giornata.



lunedì 30 settembre 2013

THE LAST STARFIGHTER




Oggi il tempo è stato clemente, proprio sull'ora delle merende ha smesso di irritarci con la pioggia e il sole ha deciso di fare capolino in mezzo a qualche spruzzo di azzurro.
Nei 45 minuti  successivi l'uscita delle scuole, il degenero,ma non il solito  via vai di mamme annodate tra richieste dei figli e pettegolezzi scolastici, no no ... la follia proprio!!!!
Tanto che per istinto di sopravvivenza, io e la mia collega, abbiamo deciso di sdrammatizzare immaginandoci in un videogame!
Tutto questo è iniziato grazie ad un'amabile signora che ha deciso, oggi come ogni santo giorno, di non sporcarsi le mani in cucina per preparare la merenda ai figli  chiedendoci cosi' ben 4 crepes da portar via.
E fin qui voi direte, e dove sta la difficoltà!!?
Appena la cara signora ha finito di pronunciare la parola crepes sono arrivate tutte le altre mamme con altrettante richieste assurde: 

" Un frappè al fiordilatte, crema e pistacchio!"

"Un cono un po' più piccolo del piccolo,ma non minuscolo....è possibile con quattro gusti!?

"Per me uno yogurt  bianco...anzi no mettimi la nutella...piccolo eh...anzi vai, facciamo medio!"

Diciamo che per il momento eravamo ancora al primo livello, ma la trasformazione mia e della mia collega nella dea Kalì era quasi ultimata.
La cosa si fa più seria quando il grado di difficoltà sale; ovvero le persone sembrano aver perso magicamente sia la voce che l'uso vero e proprio della parola, tanto che sto facendo un pensierino sull'iscrivermi a lettere e filosofia per imparare l'aramaico antico.
Tra un "MI FA Un con....Con cr...e Fio...latte" e "IO VORrei una cOpP...ta.." riuscivamo a cavarcela abbastanza bene, anche perchè le nostre braccia ormai erano diventate veramente tante.
Ma quando credevamo di averla scampata, è arrivato il livello 3, le bestie stavano arrivando in sella ai loro motorini, quindi vi lascio solo immaginare cosa puo' essere l'aramaico antico shekerato insieme al rombo
 post-moderno dei motorin; un incubo.
Le mamme iniziavano a scomparire piano piano, i bambini ormai avevano finito il gelato ed erano già a giocare in piazzetta;eravamo certe di aver superato con successo anche il livello 3.
Purtroppo però, dopo un lungo sospiro, ci siamo voltate verso il retro banco, le condizioni erano a dir poco pessime e solamente in quel momento, davanti a quello spettacolo raccapricciante di bicchieri, palette, briciole e macchie di gelato, ci siamo rese conto che mancava il mostro finale.


sabato 28 settembre 2013

La missione del grigio week-end

Quando ti svegli con una canzone in testa che ti rischiara un po' tutto non puoi far altro che assecondarla.
E allora via, si parte per questo lungo e grigio week-end con tutti i suoi annessi e connessi.
Non avrei voglia di lottare con le bestie, interpretare i gusti e le esigenze della gente e indossare quell' odioso cappellino, ma oggi voglio combattere; e per farlo ho un'arma invincibile: Marvin Gaye!!!
Faro' risuonare queste note nella mia testa  all'infinito, per annientare la rabbia, non pensare alla maleducazione, che sembra essersi rinvigorita dopo la pausa estiva, e per prendere tutto con piu' leggerezza.
Spero di potercela fare, intanto, buon week-end a tutti !!!!




venerdì 20 settembre 2013

Sono tornati !!



Si, si, si, l'asilo e le scuole sono ufficialmente riaperte.
Testimone indiscusso di questa,a tratti brutta notizia, è il vetro della mia vetrina dei gelati; quel grande vetro che per dare protezione a un po' di gelato fa radiografie non richieste ad ogni bambino della zona.
Sembra incredibile come i bambini ne siano attratti, come fanno le falene con la luce queste, in questi casi, odiose creature, è come se si sentissero tirare da una forza inspiegabile che gli accompagna  verso quel vetro per spalmarcisi sopra come della marmellata su una fetta biscottata.
Le posizioni sono delle più disparate: a aeroplano, a missile, c'è poi la posizione dinamica,ovvero quando non contenti di appiccicarsi al vetro,e spesso anche a un pò di condensa, si improvvisano alghe e muovono i loro braccini su tutta la vetrina.
Poi, per non farci mancare proprio nulla,  ci sono le scimmie,che si attaccano ad ogni specie di appiglio che riescono a trovare, i pignoli, che per far si che tu capisca esattamente i gusti che vogliono, ti indicano la traiettoria da gusto a gusto con il ditino.
La categoria che più mi "affascina" (ovvero farei fare un volo fuori dalla porta prima alla mamma e poi al bambino) sono i passionali; di questa categoria fanno parte tutti quei bambini che sembrano fare l'amore con la vetrina.
Immaginatevi il bambino in questione che sta per entrare in gelateria e in sottofondo intanto parte il mio caro amico Barry White con la sua voce suadente.
Il bambino si avvicina con sguardo sexy verso quella che per i prossimi due minuti sarà la sua fiamma, apre le braccia, tira fuori le sue ventose e... PAM, si appiccica.
Attenzione, non scambiatelo per un dinamico, non finisce qui !
Il passionale non si limita a spalmarsi letteralmente sulla vetrina, ma aggiunge dei piccoli tocchi di stile, magari  perchè particolarmente ispirato da Barry che ancora canta in sottofondo.
La fronte si appoggia,la bocca si schiude e l' idillio d'amore è quasi completo, manca solo il gelato.
Il cono è fatto ed è arrivato il momento di lasciarsi; il passionale si stacca dalla sua dolce metà, ma non completamente, infatti rimane in contatto con la manina che sembra proprio non volersi staccare.
Ormai l'altra mano è in quella della mamma ed è proprio ora di lasciare l'amore; la manina si stacca lentamente dal vetro, dito dopo dito, lasciando una lunga strisciata sul vetro che racconta questa fugace storie d'amore.
Finita l'orda di queste fantastiche creature arriva in mio soccorso il vetril e mentre Barry sfuma il vetro ritorna a respirare. 



 

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